Perché Luca Juna Preziosi?
Il mio nome è Luca Pilolli e nel 1995 quando suonavo con gli ZHELDA ai concerti mi presentavo artisticamente come Luca Preziosi. Nel 2004 ho creato il brano Sorge ancora il Sole presentandomi come Luca Juna. Perché Juna? Ho giocato graficamente girando a specchio la L di Luca e di 90° la c ed è venuto fuori Juna. Mi è piaciuto subito perché assomigliava a Giona che era uno dei nomi che avrebbero voluto darmi i miei genitori, poi scelsero Luca. Oggi firmo i miei brani come Luca Juna o Luca Juna Preziosi. Perché un nome d’arte? La parola inglese PLAY spiega bene: significa sia suonare che giocare. Per me suonare è un gioco divertente come lo è crearsi il proprio nome d’arte.
Cos’è Musica :Divento?
Ho iniziato a comporre nel 1989 e da allora ho accumulato molte idee musicali che non sono mai riuscito a produrre completamente: i costi erano elevati e nel 2006 oltre a lavorare ho scelto di dedicarmi alla passione del ballo. Alcune di quelle idee sono rimaste nel cassetto per oltre trent’anni.
Oggi le sto riprendendo una per una grazie ai nuovi strumenti di intelligenza artificiale e per la prima volta, posso scoprire dove può arrivare un’idea musicale quando le si dà la possibilità di completare il proprio percorso.
Perché tanti generi diversi?
Mi affascina prendere una melodia e reinterpretarla in generi diversi. Mi piace scoprire come la stessa idea possa funzionare nel Rock, nella Bachata, nel Tango o nel Funk, a volte anche con testi e lingue diverse.
Non è una scelta casuale. Ho iniziato a ballare a 12 anni con Break Dance ed Electric Boogaloo. Vent’anni dopo ho studiato e insegnato Salsa e Bachata, approfondendo anche il Tango Nuevo. Come nel ballo mi piace unire stili diversi, ballando SALSATANGO e BACHATANGO. Lo stesso faccio nella musica.
Per me i confini tra i generi assomigliano ai confini tra gli Stati: separano più di quanto arricchiscano. Lo penso anche per esperienza personale. Sono nato a Gorizia, una città divisa per anni da un confine fisico e mentale. Il giorno più bello della mia vita da goriziano è stato vedere quel confine cadere. Per comprenderlo davvero ho vissuto anche dall’altra parte.
Nella musica e nel ballo continuo a fare lo stesso: attraversare i confini invece di costruirli.
Perché pubblicare ora?
Anni fa un musicista, morto troppo giovane, disse che il suo più grande dispiacere era sapere che tutto ciò che aveva imparato sarebbe finito con lui. Quella frase mi è rimasta dentro.
Per questo ho pubblicato gratuitamente oltre 100 lezioni di ballo su YouTube: non volevo che ciò che avevo imparato andasse perduto.
Lo stesso vale per la musica. Ho composizioni di 10, 20 o 30 anni fa che pochi hanno ascoltato. Oggi, grazie agli strumenti di intelligenza artificiale, posso completare, arrangiare e pubblicare molte di quelle idee musicali che per anni sono rimaste solo appunti, bozze o registrazioni incomplete.
Se ti va, ascoltale. Se trovi qualcosa che ti piace, goditela. Altrimenti, buona vita.
Ultime Composizioni
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Breve biografia artistica
La mia storia con la musica inizia intorno ai sedici anni, quando ho preso in mano la mia prima chitarra. Da quel momento lo strumento è diventato una presenza costante nella mia vita.
A vent’anni ho deciso di approfondire seriamente lo studio della chitarra. Una volta al mese partivo per Fiesole, vicino a Firenze, dove frequentavo l’Accademia di Musica Lizard. In un solo giorno percorrevo circa mille chilometri tra andata e ritorno: cinquecento per arrivare e cinquecento per tornare.
Era il prezzo da pagare per studiare nella scuola che, per il tipo di musica che volevo imparare, ritenevo la migliore accademia in Italia.
Alla Lizard ho studiato chitarra rock con Giacomo Castellano e ho consolidato le basi tecniche e musicali del mio percorso.
In quegli anni, insieme ad altri quattro amici, abbiamo fondato il gruppo Zhelda, con cui suonavamo Metal e Rock Progressive cantato in italiano. All’epoca il progressive metal era la mia grande passione e, all’esame di diploma del secondo anno alla Lizard, suonai la parte di chitarra di John Petrucci di Pull Me Under dei Dream Theater.
Durante quel periodo ho partecipato anche a diversi stage e clinic che hanno contribuito alla mia formazione. Tra quelli che ricordo con più entusiasmo ci sono l’incontro con Chico Loureiro degli Angra, che mi colpì per la tecnica sopraffina, e quello con Massimo Varini, che mi aprì una visione molto più ampia della musica, dell’arrangiamento e della produzione discografica professionale.
Proprio con Massimo Varini ho poi studiato per oltre un anno e mezzo. Per tre mesi ho lavorato anche come suo assistente di studio presso l’etichetta discografica Kymotto Studio di Roma, vivendo da vicino (letteralmente vivevo e dormivo in studio) il lavoro di registrazione e produzione musicale. Con lui ho inoltre studiato arrangiamento pop alla Hope Music School di Roma.
A metà degli anni 2000 ho scelto di dedicarmi ad un’altra grande passione: il ballo. Sono diventato maestro di danze caraibiche, insegnando salsa, bachata, merengue e rueda ed ho studiato tango nuevo con Blaz e Andreja a Lubiana.
La musica, però, non ha mai smesso di accompagnarmi. Tra tutte le attività musicali, quella che mi entusiasma di più resta comporre.
Oggi, grazie anche agli strumenti offerti dall’intelligenza artificiale, ho deciso di riprendere alcune delle mie composizioni giovanili, registrarle nuovamente e riarrangiarle, dando nuova vita a idee musicali nate molti anni fa.


