Ripensare la chitarra elettrica partendo da zero
La liuteria elettrica contemporanea propone spesso evoluzioni di strumenti già esistenti. Jim Cook ha scelto una strada diversa: ripensare la chitarra elettrica partendo da zero.
Cook, ex musicista della scena rock locale, ha sospeso per circa dieci anni la propria attività concertistica e si è dedicato allo sviluppo della Shark Guitar ad Antalya, in Turchia. Il progetto nasce all’interno di un centro produttivo tecnologicamente avanzato e parte da una domanda precisa: quali elementi della chitarra elettrica tradizionale possono essere riprogettati per ottenere maggiore precisione, modularità e flessibilità?
La Shark Guitar rappresenta quindi molto più di una variazione estetica. Jim Cook e il suo team hanno ridisegnato manico, tasti, ponte, accordatura, pickup ed elettronica con l’obiettivo di superare alcuni limiti strutturali della liuteria tradizionale.
Tasti regolabili singolarmente
Uno degli elementi più innovativi riguarda il sistema dei tasti, realizzati in acciaio inossidabile o titanio.
Ogni tasto può essere regolato singolarmente attraverso una chiave esagonale da 0,9 mm. La Shark Guitar abbandona quindi il principio del tasto installato in modo permanente sul manico e introduce una regolazione meccanica estremamente precisa.
Il sistema di calibrazione utilizza anche la conducibilità elettrica. Due lame metalliche funzionano come riferimenti di precisione e il sistema produce un segnale acustico quando il tasto raggiunge il livello corretto.
Questa soluzione permette di intervenire direttamente sui cosiddetti dead spot. Se, per esempio, una nota all’ottavo tasto presenta una vibrazione insufficiente, il musicista può alzare leggermente quel tasto oppure abbassare il nono fino a ottenere il risultato desiderato.
Questa precisione consente anche di utilizzare un’action estremamente bassa. Il manico lavora praticamente senza neck relief e mantiene quindi una superficie quasi perfettamente piana, favorendo una grande fluidità di esecuzione.
Un manico che si cambia in pochi secondi
La modularità rappresenta uno dei principi centrali della Shark Guitar e trova la propria espressione più evidente nel sistema brevettato di aggancio rapido del manico.
Un meccanismo basato su due pin permette di rimuovere e sostituire il manico in pochi secondi. Il musicista può quindi viaggiare con uno strumento più compatto oppure utilizzare manici differenti durante la stessa attività musicale.
La stessa chitarra può passare da un profilo a C a un profilo a V e può perfino trasformarsi da una configurazione fretted a una fretless attraverso la sostituzione del manico.
Ogni manico modifica comunque l’interazione tra tensione delle corde, corpo e geometria generale dello strumento. Un cambio importante può quindi richiedere piccoli interventi di setup per mantenere un assetto ottimale.
Un ponte completamente riprogettato
Il ponte rappresenta un altro punto di forte discontinuità rispetto alla costruzione tradizionale.
Gli accordatori integrati funzionano come veri sistemi di accordatura a pieno raggio e permettono regolazioni rapide e precise. Il ponte utilizza inoltre componenti in titanio e introduce un movimento prevalentemente lineare delle corde.
Durante un bending o durante l’utilizzo della leva, le corde evitano i tradizionali spostamenti verticali presenti in molti altri sistemi tremolo. Questa geometria contribuisce alla stabilità dell’accordatura.
Anche i rulli del ponte ricevono una progettazione specifica. Ogni rullo integra due piccoli cuscinetti a sfera laterali che riducono il gioco trasversale presente nei comuni ponti roller e permettono un movimento con un attrito estremamente ridotto.
Il musicista può inoltre rimuovere la leva e trasformare rapidamente il sistema in un ponte fisso, ottenendo un comportamento simile a un hardtail. La chitarra riesce a conservare l’accordatura con una precisione notevole anche dopo lo smontaggio e il successivo rimontaggio del manico.
Pickup intercambiabili senza saldature
La Shark Guitar applica la stessa filosofia modulare anche all’elettronica.
I pickup utilizzano un sistema hot-swap che permette di rimuoverli e sostituirli attraverso un innesto meccanico, senza utilizzare il saldatore. I collegamenti elettrici utilizzano connettori a vite di tipo L.
Il progetto ha progressivamente sostituito i pin di contatto in ottone con elementi in acciaio inossidabile per ridurre il rischio di crepitii e interferenze.
La modularità offre anche possibilità sonore interessanti. Il musicista può, per esempio, ruotare fisicamente un pickup e ottenere rapidamente configurazioni fuori fase.
Un selettore posteriore a tre posizioni, L-M-H — Low, Mid e High — permette inoltre di compensare la differenza di volume tra humbucker e single-coil quando il musicista utilizza il coil-split. Questa funzione mantiene un livello di uscita più uniforme durante un’esibizione.
Tre effetti analogici direttamente nella chitarra
La Shark Guitar può integrare anche un sistema di elaborazione del segnale direttamente all’interno del corpo.
Tre slot permettono di installare schede analogiche dedicate a effetti come fuzz, overdrive e compressore. Una manopola principale sul top controlla il sistema durante l’esecuzione, mentre i parametri secondari trovano posto sul retro dello strumento.
Questa disposizione segue una logica precisa: il musicista configura i parametri meno utilizzati prima dell’esibizione e mantiene sul frontale soltanto i controlli realmente necessari durante l’esecuzione.
I circuiti rimangono completamente analogici e utilizzano una batteria con un’autonomia dichiarata di diversi mesi.
Il sistema può produrre livelli di uscita molto elevati. Una variazione accidentale dei controlli durante un concerto può quindi generare forti differenze di volume. Shark Guitar offre anche una configurazione priva dell’elettronica aggiuntiva per i musicisti che preferiscono mantenere una struttura più essenziale e utilizzare soltanto le innovazioni meccaniche.
Il vantaggio della modularità porta anche maggiore complessità
La Shark Guitar porta il concetto di regolazione e modularità a un livello raramente raggiunto in uno strumento elettrico.
Questa libertà introduce anche una conseguenza evidente: il musicista deve gestire molte più variabili rispetto a una chitarra tradizionale. Un utente con poca esperienza tecnica potrebbe quindi trovare il setup complesso, soprattutto quando interviene contemporaneamente su tasti, manico, ponte, pickup ed elettronica.
Anche la geometria del ponte introduce alcuni elementi da valutare. Il break angle delle corde sui rulli risulta particolarmente ridotto e la presenza di numerose parti mobili può influenzare la risposta dello strumento. Alcuni musicisti potrebbero percepire un attacco leggermente meno definito oppure una piccola attenuazione della vibrazione rispetto a soluzioni costruttive più semplici.
Il tema della manutenzione nel lungo periodo
La Shark Guitar utilizza numerosi componenti proprietari e questa scelta rende possibile gran parte delle sue innovazioni. Allo stesso tempo crea una dipendenza maggiore dal produttore.
Un ponte, un sistema di aggancio del manico o un componente elettronico proprietario difficilmente trova un sostituto diretto nel normale mercato dei ricambi per chitarra. La disponibilità futura dei componenti diventa quindi un elemento da considerare nella valutazione dello strumento.
Una chitarra progettata come una macchina modulare
La Shark Guitar rappresenta soprattutto un esperimento ingegneristico applicato alla liuteria. Jim Cook ha trattato la chitarra elettrica quasi come una macchina modulare composta da elementi intercambiabili, regolabili e aggiornabili.
Il progetto offre tasti regolabili singolarmente, manici sostituibili in pochi secondi, un ponte progettato intorno al movimento lineare delle corde, pickup hot-swap ed effetti analogici integrati.
Il musicista ottiene quindi un livello di personalizzazione eccezionale e assume allo stesso tempo un ruolo molto più attivo nella configurazione tecnica dello strumento.
La vera domanda diventa quindi semplice: il musicista cerca uno strumento pronto e stabile oppure una piattaforma estremamente evoluta che permette di modificare quasi ogni elemento della chitarra?
La Shark Guitar sceglie chiaramente la seconda strada e porta questa filosofia fino alle sue conseguenze più estreme.